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James
Marginalised
Il Circuito della Cultura - un breve Studio
Il 'circuito della cultura' è un modello culturale
(i.e. oggetti e pratiche che rientrano nella definizione sociale di
cultura data da Raymond Williams 'la cultura è una descrizione di un
particolare modo di vita che esprime precisi significati e valori').
Ciò evidenzia un processo all'interno del quale la cultura acquista
significato in cinque differenti 'momenti' - rappresentazione, identità,
produzione, consumo e regolazione. Ognuno di tali 'momenti' è connesso
con gli altri in un continuo processo di decodificazione e diffusione
della cultura. Prendendo ad esempio uno dei 'momenti', il modo in cui
la cultura viene rappresentata influisce sul modo in cui essa viene
identificata. Influisce
inoltre sul modo in cui essa è prodotta e consumata, e anche su come
essa viene regolata.
Altrettanto può applicarsi ad ognuno dei 'momenti'; la natura di un
'momento' influenza gli altri quattro. La principale forza di tale modello
è che esso focalizza l'attenzione non solo su tali 'momenti' in cui
il potere e la cultura si incontrano, consentendo alla rappresentazione
di essere condivisa, ma anche sui collegamenti tra 'momenti' in cui
la cultura è mediata.
Questo processo è descritto da Stuart Hall come 'articolazione', elemento
che consente di colmare il divario tra i 'momenti' del circuito. Tale
divario è colmato da quelli che Pierre Bourdieu chiama 'intermediari
culturali'; in tal modo egli sembra far riferimento a pubblicitari,
tecnici del marketing e del design. Tuttavia sembra logico applicare
questa definizione a chiunque sia coinvolto nella produzione o consumo
della cultura.
Il vantaggio di usare tale modello di cultura come riferimento per l'indagine,
è evidente. Il commento di Paul Du Gay, secondo il quale questo è il
circuito attraverso il quale 'deve passare l'analisi di un testo culturale
o artefatto se lo si voglia studiare adeguatamente', suona come un avvertimento;
se questi 'momenti', e la loro reciproca interconnessione, vengono studiati
in modo esauriente, sarà possibile analizzare tutti i maggiori orientamenti
riguardanti la cultura. Si potrebbe quindi potenzialmente effettuare
una analisi olistica dell'oggetto degli studi.
Il 'circuito della cultura' consente allora uno studio esauriente del
significato culturale attraverso un artefatto quale il Walkman. Ognuno
dei 'momenti' può essere scelto come punto di partenza; non ha importanza
da dove inizi l'analisi, purchè si tenga conto del nesso esistente,
osservando come ogni momento dipende dagli altri in modo che il siglificato
culturale possa emergere pienamente.
La rappresentazione è chiaramente essenziale ai fini della cultura.
Essa porta con sè i significati consentendone la loro comunicazione.
Il modo in cui le cose vengono rappresentate influenza la nostra comprensione
di esse e il modo in cui noi le condividiamo con gli altri.
Riguardo al Walkman, la descrizione di Klein come di un prodotto inconsueto
ovvero un 'piccolo mangianastri con cuffie stereo' era utile per inserire
il prodotto in una discorso più familiare. Il lancio del Walkman fu
attentamente sincronizzato con le vacanze scolastiche poichè il prodotto
era stato orientato principalmente al settore giovanile. Per questo
settore di mercato, il prezzo doveva essere minimizzato.Quindi la produzione
venne effettuata tenendo conto di tale necessità. Venivamo costruiti
componenti interni e eliminati quando possibile usando circuiti integrati
al fine di rientrare nei costi.La fascia di consumo prescelta contribuiva
alla rappresentazione del prodotto da parte degli esperti di pubblicità
e marketing. Giovani urbani motorizzati (che facevano spesso sport)
venivano rappresentati di frequente mentre usavano il prodotto. Questo
aiutava a promuovere al proprio mercato creando l'identificazionecon
quel settore. Se il prodotto era codificato con connotazioni di giovinezza,
mobilità e sport, la gente all'interno di tali gruppi si sarebbe identificata
maggiormente con esso.
Come sottolinea Sean Nixon, la scelta ristretta di un target per un
prodotto di mercato significa che i gruppi di consumatori diventano
più differenziati, e ciò incoraggia le campagne promozionali che creano
diversi codici per raggiungere tali gruppi.
La campagna promozionale della Sony per il lancio fu molto di più che
una semplice conferenza stampa; inizialmente la compagnia distribuì
un centinaio di Walkman a musicisti, giornalisti di riviste e altra
gente influente.
Al lancio ufficiale la Sony portò i giornalisti (che avevano ricevuto
inviti su cassetta) ad un giro turistico al parco Yoyogi, dove videro
giovani pattinatori a rotelle che usavano il prodotto, consentendo loro
di provare il Walkman personalmente.
Il prodotto originale era predisposto per due cuffie auricolari, ma
ciò non portava ad un uso consumativo - una faccenda che la Sony aveva
previsto. L'eccesso di tale caratteristica si riversò sulla produzione,
e le versioni successive furono fornite della familiare presa singola
per il jack. La richiesta di Walkman fu notevolmente più diffusa di
quanto fosse stato immaginato dagli originari responsabili del marketing.
Sony si adattò al mercato, utilizzando 'specializzazioni flessibili'
come metodo di produzione (in contrasto con la linea di produzione tradizionale
'Fordista'), producendo un prodotto su richiesta per una varietà di
stili di vita. Da un singolo prodotto che venne lanciato in differenti
nazioni con una varietà di nomi diversi, il Walkman divenne rapidamente
un termine standard per riferirsi a tutti i mangianastri portatili.
Questo portò allo standarzizzarsi del marchio di fabbrica, non solo
utile nel creare un'immagine globale, ma anche in relazione all'immagine
culturale già affermatasi.
Oggi Sony produce oltre 700 versioni di Walkman, con una produzione
annuale di circa 15 milioni. Il consumo globale è ulteriormente supportato
da due fattori, un sistema di garanzia internazionale e un circuito
elettrico unico (due pile a secco) che incoraggia la gente a consumare
ovunque si trovi nel mondo. Il consumo del Walkman ha provocato severe
critiche.
Alcuni detrattori si sono preoccupati dei potenziali danni all'udito
a causa del continuo muro di suono che il Walkman crea; altri si sono
preoccupati del disturbo pubblico. Questi argomenti portarono Sony a
sviluppare cuffie da mettere nelle orecchie che riducono la perdita
all'esterno del suono e necessitano di un volume più basso. C'è ancora
dell'agitazione tra coloro che vedono il prodotto come uno oggetto potente,
poichè dà la possibilità di creare colonne sonore all'ambiente
circostante, e coloro che temono che il prodotto possa generare disintegrazione
sociale, incoraggiare l'introversione ed essere palesemente anti-sociale.
Un migliaio di parole può rendere scarsa giustizia sia alla complessità
di un artefatto culturale quale è il Walkman, sia a tutto ciò che si
può dedurre per mezzo del 'circuito della cultura'.
Tuttavia esse indicano chiaramente il valore di questo modello in tale
tipo di analisi.
Bibliografia: du Gay, P. et al (1997) Doing Cultural Studies, The
story of the Sony Walkman, the Open University and Sage Publications,
London Audio Cassette AC 2253 Circuit of Culture Video Cassette VC0902
Culture, Media and Identities TV Programme "The Cultures of the Walkman
"
(Traduzione dall'inglese all'italiano di Andrea
Mosca)
Vai alla versione in
inglese di questo saggio
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